Messaggerie Scacchistiche

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Indice degli articoli di questo numero della rivista

  3 Samarcanda – Grand Swiss, Giri al fotofinish

di Adrian Mikhalchishin

  9 Brasile – Grand Chess Tour, Caruana re

di Mauro Barletta

13 Stati Uniti – Sinquefield Cup, So al tie break

di Dario Mione

17 Georgia – Ucraina e Polonia regine d’Europa

di Alessio Valsecchi

21 Esercizi facili e di livello medio

di Roberto Messa

24 Soluzioni esercizi facili e di livello medio

26 Didattica – La dominazione nelle partite di Karpov  

di Riccardo Del Dotto

30 Microracconti – A scuola da Ruy López

di Simonpietro Spina

31 Indice annata 2025

33 Didattica – Sacrifici di pezzo a lungo termine

di Andrea Stella

39 Spilimbergo – Inaugurato il centro tecnico federale

di Roberto Messa

41 Spilimbergo – Intervista al presidente FSI Luigi Maggi

di David Camponovo

42 Brevi dal mondo

43 Futuri campioni – Mondiali giovanili, l’Asia domina

44 Agliè – Brunello batte Shirov

di Mauro Barletta

45 Trieste – Kadric la spunta nel festival

47 Crema – Lucchi vince la 46ª edizione

48 Chioggia – Cappelletto rispetta il pronostico

49 Lignano Sabbiadoro – Podio carioca sull’Adriatico

51 Arco di Trento – L’indiano Utsab senza rivali

52 Brevi dall’Italia

53 Montesilvano – CIS femminile, Chieti regina

55 Croazia – Degraeve e Sturua re senior

56 Campionati italiani over50 e over65: Mantovani Gueci

57 Brevi dal mondo e dall’Italia

58 Calendario

L’editoriale di apertura di questo numero:

Campione “totale”

Cli scacchi d'élite provano a cambiare ancora pelle. Dopo anni di discussioni su come rinnovare il ciclo del titolo mondiale, la novità non sarà una riforma del formato classico – come Magnus Carlsen aveva più volte auspicato – ma un’iniziativa tutta nuova, promossa dagli organizzatori di Norway Chess e ufficialmente approvata dalla Fide. Si tratta del “Total Chess World Championship Tour”, che dal 2027 incoronerà il “Fide World Combined Champion”, un “campione totale” capace di eccellere nelle tre cadenze di gioco principali: “fast classical”, rapid e blitz.

Il progetto è ambizioso: quattro tornei all’anno, un montepremi complessivo di 2,7 milioni di dollari e una finale a quattro che assegnerà il titolo. Prima dell’avvio ufficiale, nel 2026 è previsto un evento pilota. Il formato “fast classical” – 45 minuti con incremento di 30 secondi – verrà incluso nella classificazione ufficiale Fide, segnando un passo forse irreversibile verso una revisione dei tempi di gioco tradizionali. La stessa Fide, attraverso le parole del presidente Arkady Dvorkovich, ha definito il progetto come «un grande complemento al Campionato del Mondo tradizionale». Un modo, dunque, per ampliare il panorama competitivo senza toccare la sacralità del titolo di Campione del Mondo di scacchi classici, il cui prestigio rischia tuttavia di diminuire nel tempo.

Ma il significato simbolico di questa novità va oltre. Il Total Chess Tour rappresenta una concessione implicita alle critiche che Carlsen aveva più volte espresso verso il formato classico del match mondiale, giudicato «troppo statico e logorante». Dopo il suo ritiro dal ciclo nel 2023, il norvegese aveva dichiarato che avrebbe preferito «un sistema più dinamico, con più partite e più ritmo». È difficile non vedere un legame tra quelle parole e questa nuova creatura nata proprio nella sua terra, con il suo tacito benestare.

Kjell Madland, storico CEO di Norway Chess, ha confermato di aver già parlato con Carlsen e con «due o tre altri top player» entusiasti del progetto, mentre Nakamura ha espresso critiche durissime. Non sarebbe sorprendente se il numero uno del mondo fosse tra i protagonisti della prima edizione: il formato incarna perfettamente la sua visione del gioco moderno.

Resta da capire come questo campionato si inserirà nel già affollato calendario internazionale e quale impatto avrà sul prestigio dei tornei tradizionali. Ma è innegabile che la mossa norvegese apra nuovi scenari: un mondiale alternativo, nato non per sostituire, ma per integrare – e forse, un giorno, ridefinire – il concetto stesso di eccellenza scacchistica.

Dario Mione


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