Messaggerie Scacchistiche

© Messaggerie Scacchistiche SRL - Via Tredicesima 62 Q.re Abba - 25127 Brescia - codice fiscale e partita IVA 03924540986

Informativa sulla PrivacyInformativa sui CookieInformativa legale


€5.50 (In Stock)

La nostra rivista in formato digitale PDF, con in più i file PGN che permettono la visione di quasi tutte le partite della rivista attraverso i normali software come Chessbase, Fritz o "visori" analoghi.
Le riviste PDF-digitali vengono inviate a scelta via email con allegati oppure a mezzo download (comunichiamo il link a mezzo email dopo la ricezione dell'ordine).

Offerta 3 x2 -
Acquistando 2 riviste PDF del 2024 o 2025 se ne può richiedere una in omaggio degli anni 2020/2023. Per aderire a questa promozione completare l'acquisto inserendo nel "carrello" la quantità 2, procedere al pagamento totale di euro 11,00 quindi inviare una e-mail a info@messaggeroscacchi.it per specificare le 3 riviste desiderate. Whatsapp  329-2313980

Indice degli articoli di questo numero della rivista











  3Wijk aan Zee – Tata Steel, trionfo indiano

di Ian Rogers


12Tata Steel B – Il caso della stretta di mano negata

di Ian Rogers e Alessio Valsecchi


17New York – Mondiali (veloci) in blue jeans

di Mauro Barletta


23Esercizi facili e di livello medio

di Roberto Messa


26Soluzioni esercizi facili e di livello medio


27Problemi – Miniature in 2, 3 e 4 mosse


28Didattica – Introduzione alla profilassi (1ª parte)

di Jose Luis Vilela


33Campioni che ci lasciano – Robert Hübner

di Riccardo Del Dotto


38Lutto italiano – Addio a Federico Manca

di Roberto Messa


41TCS Reprint – La partita Immortale di Kasparov


44Roma – Torneo giovanile in Campidoglio


45Informatica – Costruire un repertorio con AI Chess


46Brevi dal mondo


47Champions Chess Tour – Carlsen di nuovo a segno


49Germania – Freestyle, Keymer vince in casa

di Dario Mione


53Montecarlo – Europei, Ushenina regina rapid


54Brevi dall’Italia


55Alto Adige – Bolzano, vince il tredicenne Unterweger


56Robecchetto – Nainys lascia solo le briciole


58Brevi dall’Italia


59Calendario


L’editoriale di apertura di questo numero:











Guerra e pace

Che il rapporto fra Magnus Carlsen e la Fide non fosse sempre rose e fiori era chiaro da prima che il norvegese abdicasse al titolo mondiale classico, ormai due anni or sono. I toni fra le due parti erano però rimasti sempre cordiali, almeno formalmente. La situazione ha iniziato a precipitare lo scorso 27 dicembre, a causa di… un paio di jeans. Il capo di abbigliamento, infatti, era vietato dal dress code del Mondiale rapid, più restrittivo rispetto a quello normalmente in vigore negli eventi Fide, ma nella seconda giornata di gara l’ex campione del mondo non si era cambiato come richiesto dall’arbitro e, di conseguenza, non era stato abbinato per il 9º turno. Aveva quindi deciso di ritirarsi, senza lesinare parole non proprio diplomatiche rivolte alla Federazione: «Sono fuori, fott**evi».

In seguito all’intervento del presidente Arkady Dvorkovich il “jeans-gate” aveva avuto un lieto fine, con il ritorno (e il successo) di Carlsen nel Mondiale blitz. Ma, evidentemente, la miccia non si era spenta del tutto e, alla fine, la bomba è deflagrata a pochi giorni dalla tappa inaugurale del Freestyle Chess Grand Slam 2025, il primo circuito di supertornei di scacchi Fischer-Random, promosso da Carlsen e finanziato dall’uomo d’affari tedesco Jan Henric Buettner. Le precedenti trattative per coinvolgere la Fide nell’iniziativa si erano arenate, ma il Grand Slam aveva comunque conservato la dicitura di “campionato mondiale”. E il 3 febbraio la Federazione aveva fatto la voce grossa, chiedendo senza troppi giri di parole agli organizzatori di toglierla, rivendicando, in breve, di essere l’unica autorità che potesse utilizzarla in quanto organo di governo del mondo degli scacchi. Anche stavolta la questione si è risolta velocemente, con Buettner che si è rassegnato a non utilizzare la dicitura incriminata, ma Carlsen non l’ha presa bene e, dopo aver chiesto le dimissioni di Dvorkovich, ha annunciato che non parteciperà più a eventi ufficiali della Fide, nemmeno ai Mondiali veloci.

La prima tappa del Grande Slam, vinta dal tedesco Vincent Keymer, ha poi avuto un buon riscontro di cyber-pubblico, al di là del fatto che, per i semplici appassionati, gli scacchi tradizionali sembrano avere ancora un maggiore appeal. Quanto a diatribe e polemiche varie, quelle in realtà alla stragrande maggioranza della comunità scacchistica non sono mai interessate. E, forse, tanto Carlsen quanto la Fide dovrebbero tenerne conto e cercare di evitare un inutile e continuo braccio di ferro, che di certo non migliora l’immagine del “nobil gioco”. A meno di non prendere per buono il noto aforisma di Oscar Wilde: “Bene o male, l’importante è che se ne parli”.

Dario Mione



torre-cavallo-scacco-n-22025-in-formato-pdf

© Messaggerie Scacchistiche SRL - Via Tredicesima 62 Q.re Abba - 25127 Brescia - codice fiscale e partita IVA 03924540986